Che PCOS sei?

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Insomma, la PCOS ha mille volti.

Sintomi e manifestazioni a parte, la PCOS può averla una donna con un sovrappeso importante ma anche una ragazza perfettamente in forma. E allora? Si immagina che nella Sindrome dell’Ovaio Policistico sia a completo appannaggio della donne con una percentuale di massa grassa piuttosto alta ma, alla fine, non sembra neanche essere così determinate.

Abbiamo in mente la famosa ballerina del web Whitney Way Thore affetta da PCOS, ma anche Emma Thompson e Victoria Beckham hanno dichiarato alla stampa di soffrire di Sindrome dell’Ovaio Policistico.

Quindi parliamo di cose diverse? È o non è PCOS?

Per fare diagnosi, il tuo medico o lo specialista a cui ti sei rivolta, ha usato 3 criteri:

  • Il ciclo è regolare? è presente l’ovulazione?
  • Sono presenti dei segni di androgenismo o eccesso di ormoni maschili? Peli, acne, diradamento dei capelli?
  • Sono presenti cisti ovariche all’ecografia?

Se la risposta è SI’ a 2 di queste 3 domande, allora il medico ti avrà detto: “Sì, Lei ha la Sindrome dell’Ovaio Policistico…”.

Stai attenta: dire che hai l’ovaio policistico non vuol dire che tu abbia la sindrome. Sindrome (e quindi PCOS) è la presenza di diversi segni e sintomi e, come hai capito, la presenza delle cisti non è fondamentale.

Secondo Vimee Bindra e Seema Pandey, due importanti medici ricercatori esperti di infertilità indiani, si possono quindi presentare 4 forme di PCOS, vediamole insieme:

  1. Tipo A o forma di PCOS classica: sei in sovrappeso con peli in eccesso evidenti e cisti ovariche. Hai tutti e 3 i criteri: per il medico è stato semplice fatela diagnosi di PCOS.
  2. Tipo B: hai il ciclo irregolare con qualche segno di mascolinità come risultato di eccesso di androgeni ma le tue ovaie sono normali.
  3. Tipo C: hai il ciclo regolare e la tua ovulazione non manca ma hai troppi ormoni maschili circolanti e le tue ovaie non sono pulite ma hanno cisti lungo il bordo interno delle ovaie.
  4. Tipo D o forma difficile da diagnosticare: non hai alcun segno di androgenismo ma hai il ciclo mestruale irregolare e le cisti. Questo tipo di PCOS non è accettata da tutti i ricercatori tanto che in una versione dei criteri diagnostici non rientra nelle caratteristiche della PCOS (criteri NIH).

Cosa cambia fra queste tipologie?

I tipi A e B sono decisamente i più frequenti, quasi l’80% delle PCOS diagnosticate. Se appartieni a queste categorie, hai un rischio maggiore di sviluppare alterata glicemia a digiuno e diabete. Stai attenta allo stile di vita perché puoi concretamente prevenire queste complicazioni.

Se sei PCOS di tipo C hai un rischio minore di sviluppare diabete in futuro ma controlla in peso affinché non abbia alti e bassi, garantirai alle tue ovaie salute e prosperità. Non trascurarti ma segui uno stile di vita sano, le complicanze metaboliche sono sempre in agguato.

Se appartieni al tipo D potresti stare tranquilla: hai un basso rischio di sviluppare malattia cardiaca e intolleranza glucidica. Ma ricorda: anche a te fa bene seguire uno stile di vita sano e attivo!

La PCOS non è una condanna, ma un disturbo: non ti toglie nulla ma ti riporta ed essere attenta a te stessa e a volerti bene.

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About Stefania Cattaneo

Sono Stefania Cattaneo e sono una biologa nutrizionista, appassionata di sport e di nutrizione applicata alle donne. Lavoro nel mio studio privato vicino a Torino, dove visito pazienti di ogni tipo e con le più disparate situazioni ma in particolare mi occupo di sportivi e di donne con problemi ormonali legate al mondo dell'Ovaio Policistico. Farò del mio meglio per aumentare le vostre conoscenze in questa materia, difficile, complicata, delicata ma allo stesso tempo affascinante: la PCOS.

20 thoughts on “Che PCOS sei?

  1. Io appartengo al tipo D, ormai sono poco più di 15 anni che lo so.
    Sono infatti un po’ “animal” perché sì ho le cisti, che dopo i 30 anni sono migliorate, sì ho un ciclo irregolare, ma non ho irsutismo/acne/androginismo.
    Ora sto cercando una gravidanza ma già è difficile perché il ciclo irregolare non ti permette di saper esattamente quando hai l’ovulazione ma soprattutto non si sa nemmeno se c’e l’ovulo..

    1. Anche io ho un ciclo irregolarissimo e sto cercando una gravidanza da circa un anno. Notando che non arriva ho fatto tanti accertamenti e abbiamo riscontrato la pcos. Inoltre soffro di iperinsulinemia, da qui il sovrappeso. Però non soffro di androgenismo. Sono un po’ scoraggiata dal fatto che sarà complicata la ricerca della gravidanza. C’è qualcuna nella mia situazione che è riuscita a diventare mamma?

      1. Non posso rassicurarti in quanto non sono mamma ma non sei la sola a cercare una gravidanza che non arriva. Io non ho problemi di insulina, però non sei la sola ad avere questo problema. Spero che presto si risolva!

      2. Ciao Sara, molte donne con pcos sono riuscite a diventare mamme con una gravidanza molto serena. Non perdere la speranza e concentrati sul tuo stile di vita: cura con attenzione la dieta, fai sempre una moderata attività fisica e non sottovalutare l’emotività. Affidati a uno specialista o a un team di esperti in fertilità che sappiano analizzare la tua condizione e indirizzarti verso il percorso migliore.
        Utili a migliorare la qualità ovulatoria sono anche alcuni integratori tra cui l’inositolo (di cui a breve parleremo su questo blog) che non presentano effetti collaterali. Il medico può prescriverteli anche in supporto a eventuali farmaci quando la situazione fatica a sbloccarsi.

        Grazie per seguirci, a presto!

    2. Ciao Elena, è passato un po’ di tempo e speriamo che nel mentre tu abbia avuto qualche buona notizia.
      In ogni caso, il consiglio che possiamo dare a tutte le donne nella tua condizione è quella di rivolgersi ad un ginecologo esperto o a un centro di fertilità in modo che possano monitorare l’andamento della tua ovulazione.

      Indicare un metodo univoco per sapere il momento dell’ovulazione è difficile: i test che comunemente sono utilizzati per individuare l’ovulazione o i test tipo persona non sono adatti alle pazienti con pcos ma anzi, possono creare confusione e aspettative difficili da gestire perché sono test che valutano il livello di LH, ovvero la gonadotropina che stimola l’ovulazione. Ma le donne con pcos hanno costantemente questo ormone elevato, per cui potrebbe essere difficile o fuorviante poter individuare il picco e la finestra ovulatoria.

      Ti consigliamo comunque di fare molta attenzione alla dieta e in particolare agli zuccheri. Un elemento di interferenza è sicuramente la scelta di alimenti ad alto indice glicemico proprio nella fase follicolare: nelle fasi che precedono l’ovulazione, che sono fasi di preparazione all’ovulo, è assolutamente importante curare l’alimentazione in modo che non ci siamo sbalzi glicemici. Infatti, più insulina viene prodotta e più aumenta l’interferenza sulla qualità ovarica e la maturazione dell’ovulo specifico.
      Non solo l’alimentazione, ma anche mantenere il controllo sullo stato emotivo è importante perché anche l’ansia concorre in modo negativo alla qualità ovulatoria.

      Ti segnaliamo due articoli che potrebbero interessarti:
      – continuiamo a parlare di ovulazione qui: https://www.lotusflowerpcos.com/come-sta-la-tua-ovulazione/

      – ricerca di gravidanza e test negativo qui_ https://www.lotusflowerpcos.com/delusione-test-gravidanza-negativo/

  2. Io appartengo al tipo A, sono ormai più di 20 anni che combatto con pelo in eccesso è sovrappeso e quando penso di aver trovato il mio equilibrio con ciclo regolare ecco con un po’ di stress in più tutto si aZzera e si ritorna da capo.
    È stato difficicile concepire i miei due piccoli ma con tenacia e costanza ci sono riuscita

    1. Complimenti Maria, avere uno stile di vita attento per una donna con pcos è importante. Brava per aver gestito molto bene la tua condizione, e auguri per i tuoi due bambini. La sindrome dell’ovaio policistico purtroppo, come tu hai constatato, non scompare nel tempo ma può trasformarsi anche in correlazione a elevati livelli di cortisolo che sono il risultato di uno stress cronico. Uno stile di vita sereno unito ad una attenta gestione dello stress sono importanti a prevenire effetti sul lungo periodo: tra le conseguenze del cortisolo infatti c’è la cattiva gestione degli zuccheri alimentari dal momento che altera l’equilibrio endogeno degli zuccheri e quindi la glicemia. Spesso utilizziamo proprio gli zuccheri a compensazione delle emozioni, peggiorando ulteriormente la condizione della nostra pcos.
      Ne abbiamo parlato anche qui: https://www.lotusflowerpcos.com/forma-a-mela-ecco-perche-sei-cosi/

  3. io sono di tipo D. eppure per concepire il mio piccolo mi ci sono voluti anni..il mio ginecologo,al momento dell’ ecografia,mi disse che avevo” la catena di Sant’Antonio” in entrambe le ovaie..ora sto meglio grazie al cambio di stile di vita anche se appena mi lascio andare un po’ il mio corpo me lo fa subito capire!

    1. Posso chiederti quanto tempo ci hai messo? Io ho già 34 anni e stiamo provando da un paio. Subito abbiamo iniziato molto serenamente, ma vedendo che non ci portava a risultati, il mio ginecologo mi ha prescritto una cura..

    2. Complimenti Shairi, adottare uno stile di vita sano per una donna con pcos è molto importante. Continua così! Non perdere di vista questo obiettivo e continua ad avere cura del tuo corpo e del tuo stress. Il nostro organismo può trasformarsi negli anni così come la condizione della pcos che può esprimersi in nuove forme diverse.Non abbassare mai la guardia e continua a seguire un’alimentazione equilibrata, a praticare attività fisica e controllare lo stress 😉

  4. Ciao a tutte, io dovrei avere un tipo B, ma mi hanno diagnosticato un deficit dell’enzima 21-idrossilasi a livello del surrene; non so se anche qualcuna di voi ha lo stesso problema al quale la mia endocrinologa non ha saputo associare nessun tipo di cura..é possibile? Grazie a tutte

  5. Sono Valeria, ho 35 anni, tipo A. La diagnosi è arrivata solo 5 anni fa, dopo avere partorito il mio bimbo.
    Sono contentissima di aver trovato questo blog! Sono sicura che ne trarro’ un po’ di sollievo, e magari un po’ di stimolo a migliorare il mio stile di vita

    1. Sono felice di sapere ch hai avuto un figlio naturalmente! È un piccolo sollievo per chi come me, cerca ma non riesce..

    2. Grazie Valeria!
      Siamo felici di saperti tra noi 🙂
      Migliorare il tuo stile di vita è davvero importante per vivere bene con la pcos, e siamo certe che troverai stimoli importanti sul nostro blog. Continua a seguirci! 😉

  6. Sono Giorgia ho 21 anni e sono di tipo A. Da tre anni tratto l’irsutismo sul viso con luce pulsata e da poco più di un anno ho scoperto anche di essere ipoglicemica. Ho iniziato una dieta e tanta attività fisica! Spero di vederne i risultati.
    Questo blog è una grande scoperta e un incentivo in più per tutto!

    1. Ciao Giorgia!
      Grazie di cuore, i commenti come il tuo ci danno gli stimoli giusti per continuare a lavorare così!
      Abbiamo inserito tra le nostre pubblicazioni una serie di articoli e video della dott.ssa Cattaneo relativi a glicemia e ipoglicemia: continua a seguirci 😉

  7. Io non rientro in nessuna di queste categorie eppure i ginecologi dicono che ho la pcos.
    A 18 anni avevo ovaio multifollicolare che è andato via con la pillola, però da quando l’ho smessa sono usciti i peli sul viso e ho cominciato a perdere i capelli, anche se i valori ormonali sono stati sempre tutti ok (anche gli androgeni), i cicli regolari e le ovaie pulite.
    Ora, a 41 anni ho fatto per la prima volta la curva insulinica e ho scoperto di essere insulino-resistente.
    Aggiungo che sono più di 4 anni che cerco un bimbo che inspiegabilmente non arriva.
    C’è qualcuna con una situazione simile?
    È veramente pcos?

    1. Cara Iris, la pcos è una sindrome che non si mostra sempre alla stessa maniera. Anche per i medici può essere difficile capire quale sia la condizione reale e confermare se i sintomi manifesti possono essere davvero correlabili alla pcos.
      L’insulino resistenza è una delle caratteristiche della pcos e probabilmente si è manifestata soltanto adesso in quanto negli anni non c’è stata una linea clinica da seguire né una diagnosi vera e propria, ma non necessariamente deve essere connessa alla sindrome dell’ovaio policistico. Essere insulino-resistenti, di fatto è una condizione per cui il corpo non reagisce correttamente agli stimoli ormonali per cui il tessuto adiposo deve essere il più possibile ridotto: se riusciamo a correggere questo, verrà prodotta sempre meno insulina da parte del pancreas e si ridurrà l’interferenza nella qualità ovulatoria. L’eccesso di insulina, infatti, ha una forte correlazione negativa rispetto al buon funzionamento delle ovaie.
      Per trovare una terapia a questa anomalia, spesso i medici optano per un trattamento farmacologico: l’inositolo è uno dei primi trattamenti prima di ricorrere a dei farmaci, dato che questo possono avere effetti collaterali importanti (come è il caso delle metformina).
      L’inositolo, ha la capacità di migliorare il segnale dell’insulina all’interno delle cellule e così facendo aiuta le ovaie a funzionare meglio soprattutto nei momenti in cui si è in cerca di una gravidanza.
      Resta importante, come sempre ripetiamo nel nostro blog, uno stile di vita sano e una dieta attenta che stimoli poco l’insulina. Non dimenticare di dedicare tempo ad un’adeguata attività fisica che riduca il più possibile l’entità del pannicolo adiposo.

  8. Io appartengo al tipo C.
    Il mio problema fondamentale sono livelli troppo alti di androgeni, dunque perdita capelli, peli in eccesso, misto a tendenza all’isolamento e depressione sempre in agguato.
    Ho 23 anni e purtroppo non riesco a viverli come vorrei, e quando mi impegno nel mangiar bene poi per una cosa o un’altra che mi intristiscono combino pasticci e son al punto di partenza… E mi piacerebbe poter vivere meglio la mia femminilità

    1. Ciao Luciana, grazie per aver condiviso con noi la tua situazione. Ti siamo vicine e comprendiamo la tua demotivazione: la pcos è una sindrome che ha conseguenze sia sul nostro organismo che sulle nostre emozioni. Ma devi essere più forte perché riuscire a reagire a questa situazione vuol dire avere la capacità e la serenità per gestirla meglio 😉

      Comprendiamo molto bene il tuo stato: un livello di androgeni elevato può interferire molto con la femminilità e la qualità della vita delle donne che ne soffrono. Ne abbiamo parlato anche in questo articolo: https://www.lotusflowerpcos.com/onorare-la-femminilita/

      Abbiamo inserito nel nostro calendario editoriale anche approfondimenti nella sezione “Bellezza” perché, grazie ai consigli di Rachele, vogliamo dare spunti e informazioni utili per trattare tutti quelle problematiche estetiche connessi alla sindrome dell’ovaio policistico come ad esempio l’irsutismo o la perdita di capelli. Tutti gli articoli finora pubblicati li trovi qui:https://www.lotusflowerpcos.com/category/bellezza/

      Per quanto riguarda l’andorgenismo è bene precisare che questo è sostenuto da livelli troppo alti di insulina del nostro organismo. Segui una linea dietetica calibrata che, grazie al supporto di un professionista, sappia organizzare i tuoi pasti per bilanciarli nella maniera che più si adatta al tuo metabolismo. Sarà un’alimentazione a basso contenuto glicemico e poco stimolante verso gli androgeni, povera di grassi saturi e latticini poiché questi alimenti potrebbero creare un’interferenza in questo senso, come abbiamo già scritto qui: https://www.lotusflowerpcos.com/pcos-latte-latticini/

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