Adolescenza e PCOS: quello che le mamme dovrebbero sapere

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La PCOS ha tanti volti e può presentarsi nella vita di una donna in qualunque momento, e l’adolescenza è un momento decisivo sull’evoluzione della sindrome.

pcos e adolescenza

La maggior parte delle donne con la PCOS che ho conosciuto nel mio studio raccontano di aver avuto il sospetto delle sindrome già in adolescenza, poco dopo aver avuto il primo ciclo.

“…è arrivato il primo ciclo e poi per mesi e mesi non l’ho più visto…”

“… lo dicevo al medico che avevo molti peli e l’acne, ma nonostante il ciclo si presentasse ogni 2 mesi, mi ha sempre detto che tutto era normale così…”

“… non mangiavo molto di più rispetto alle mie coetanee, eppure prendevo peso e il ciclo non arrivava mai.”

E la considerazione finisce sempre per essere: …ma una volta la PCOS non si conosceva. Ma ora sì!

I segni precoci della PCOS

Sappiamo molto bene che nella PCOS il tempismo è tutto. Diagnosi accurate, interventi appropriati e team sanitari preparati sono preziosi perché le donne con PCOS hanno un rischio maggiore di obesità, alterata tolleranza al glucosio, diabete, dislipidemia, sindrome metabolica, infertilità, cancro dell’endometrio e disturbi dell’ansia e dell’umore.

Non occorre vivere con la sensazione di essere malate, ma la con la consapevolezza che ci si possa prendere efficacemente cura di sé, e prevenire ogni conseguenza presente e futura. Conoscere la sindrome è il modo migliore per gestirla e conviverci da donne sane.

Ma se nelle donne adulte, la diagnosi è definita da criteri ben chiari, nell’adolescenza le cose si fanno più difficili. Le numerose somiglianze tra le normali caratteristiche della pubertà e i sintomi della PCOS rendono difficile la diagnosi precisa e precoce della sindrome, anche per i medici più preparati. I criteri diagnostici della PCOS nell’adolescenza sono ancora particolarmente controversi ed in fase di studio.

In questa fase della vita di una donna, i sintomi possono essere molto sfumati, poco chiari ed estremamente dinamici perché l’organismo di una giovanissima cambia rapidamente, di mese in mese, di anno in anno. E, a detta degli esperti, questa fase di crescita non è ancora stata studiata abbastanza e merita approfondimenti nel futuro.

I dubbi degli esperti

Ci sono ancora moltissime domande a cui gli esperti devono trovare delle risposte.

Primo fra tutte: le caratteristiche che contraddistinguono la PCOS nelle donne adulte, come l’acne, le mestruazioni irregolari possono essere normali eventi fisiologici della adolescenza. Eventi di transizione, in cui l’organismo deve trovare il proprio equilibrio. Ma il problema è definire l’entità di questa transizione e soprattutto, quando dovrebbe durare prima di preoccuparsi?

Forse la prima cosa da fare è: osservarsi. O meglio far sì che le mamme o i papà sappiano conoscere e cogliere i cambiamenti delle loro figlie, quando queste sono ancora inesperte nel conoscere il funzionamento del loro corpo. Sappiano tenere traccia degli eventi, con discrezione e delicatezza.

Osservare la pelle, i capelli soprattutto a livello della fronte, osservare che i peli non siano eccessivamente folti in zone che non sono tipiche delle donne. E quando qualcosa non convince occorre chiedere al pediatra (perché qui è il suo terreno di gioco, come competenza legata all’età) di controllare che tutto sia fisiologico.

Certo, ci sono dei dubbi profondi, sulla definizione di iperandrogenismo in quell’età. Come si può essere certi che questo non sia una conseguenza della temporanea non corretta sincronizzazione del sistema ipotalamo-ipofisi? E che questo induca transitori cicli senza ovulazione?

I 3 segni a cui prestare attenzione

  • I peli e la loro localizzazione, insieme alla pelle e la quantità di sebo prodotto così come la presenza di caduta dei capelli sopra la fronte;
  • il ritmo del ciclo mestruale;
  • la distribuzione delle forme corporee e l’adiposità sulla pancia.

L’iperandrogenismo e la PCOS nelle giovani

Baffetti e peli intorno all’ombelico, brufoli: in adolescenza non è così semplice definire che questi siano i primi segni della PCOS.  Nessuno studio ha confermato finora che l’iperandrogenismo che si osserva in adolescenza possa essere un segno predittivo di PCOS nell’età adulta, così come sia in qualche modo coinvolto nella qualità ovulatoria dell’età adulta.

Ma i medici come si comportano in questa situazione? Prima di tutto: un lieve irsutismo isolato non sarà considerato come prova clinica di iperandrogenismo nei primi anni dopo il menarca, perché potrebbe essere una normale fase di sviluppo. Ma quando questo si fa consistente, così come quando è presente un’acne molto aggressiva e che non risponde alla terapia locale dermatologica allora occorre approfondire.

I medici osservano e prescrivono accertamenti attraverso esami del sangue in cui si valutano i livelli totali di testosterone totale e/o libero dal legame della proteina SHBG.

Anche in questa fase dell’adolescenza è difficile dare una definizione di PCOS univoca, ma sono necessari altri approfondimenti, come l’osservazione del ciclo mestruale.

I ciclo irregolare nelle adolescenti

Quando compare mediamente il primo ciclo mestruale (menarca)?

Il 90% delle ragazze ha le mestruazioni a 13 anni e il 98% ha il menarca entro i 15 anni. La maggior parte dei cicli normali varia da 20 a 90 giorni, anche nel primo anno definito “ginecologico”. Poi il ciclo si accorcia e dopo il terzo anno dal menarca il ciclo mediamente varia fra i 20 e i 43 giorni.

Oltre il 90% delle adolescenti ha 10 o più cicli mestruali all’anno 3 anni dopo il menarca, ma per alcune ragazze, il sanguinamento mestruale è irregolare ed eccessivo, che può essere dovuto dall’assenza cronica di ovulazione.

I cicli anovulatori e quindi il ciclo irregolare sono comuni dopo il menarca ma, anche se ci sono statistiche interessanti, non è chiaro quando debba durare questa irregolarità fino a che non diventi un problema da considerare seriamente. La vera sfida adesso è proprio quella: capire cosa è normale da quello che non lo è.

Per le mamme e i papà delle adolescenti questo è davvero fonte di preoccupazioni e di incertezze: lasciare correre o approfondire? Cosa occorre fare?

Meglio tenere traccia di quando il ciclo si presenta con le app sul telefono o sul calendario dell’agenda.

Le attuali raccomandazioni sono:

  • intervalli mestruali più brevi di 20 giorni o superiori a 45 giorni in ragazze che hanno avuto il menarca da 2 anni necessitano un approfondimento, perché potrebbe essere il segno di una assenza cronica di ovulazione;
  • se il ciclo si presenta ogni 90 giorni è insolito anche nel primo anno dopo il menarca. Meglio non lasciare correre, e andare dal medico;
  • Se il ciclo a 15 anni non si è ancora presentato occorre una valutazione approfondita così come se, dopo il primo ciclo non si sono visti sanguinanti per i 2-3 anni successivi, indipendente dall’età anagrafica della ragazza. Questo quadro potrebbe essere già suggestivo di una sindrome in stand-by, soprattutto se in famiglia sono presenti casi di PCOS.

Insulino-resistenza e PCOS nelle adolescenti

Anche se ancora adesso, l’insulino-resistenza non rientra nei criteri diagnostici della PCOS tanto meno dell’adolescenza, insieme con l’iperinsulinemia sono elementi intrinseci della sindrome sia nelle donne adulte che nelle giovani, indipendentemente dal peso corporeo.
Si ritiene che l’iperinsulinemia aggravi l’iperandrogenismo e le manifestazioni riproduttive e metaboliche della PCOS già nelle giovani.

Gli studi hanno valutato che le concentrazioni di insulina a digiuno, così come le risposte dell’insulina stimolata al glucosio (la curva OGTT) sono elevate nelle ragazze a rischio di PCOS. Così come la sensibilità insulinica che nelle giovani a rischio di PCOS, sovrappeso, è ridotta del 50% confrontata con quella delle coetanee.

Occorre anche qui, indagare, soprattutto se il peso è superiore alla normalità e se tende a a salire anche quando l’alimentazione non sembra essere così sregolata.

E se il peso si localizza nella pancia? Allora è importante non sottovalutare la situazione. Studi epidemiologici hanno valutato che le ragazze con PCOS, seppur con peso regolare, presentano il doppio del grasso addominale rispetto alla popolazione di riferimento. Indipendentemente dal peso, la localizzazione del grasso addominale è correlata all’insulino-resistenza e questo pare alimentare l’iperandrogenismo. Si genera quindi un circolo vizioso che rischia di diventare una spirale pericolosa per il benessere attuale e futuro.

Il pediatra prescriverà, sulla base delle raccomandazioni internazionali, la misurazione del rapporto glucosio/insulina a digiuno, cioè l’HOMA, o la curva OGTT, che saranno elementi fondamentali per comprendere meglio il quadro della situazione. E anche se la PCOS non venisse diagnosticata, in caso di positività a questi test è bene monitorare la situazione nel tempo, così come imparare a rende il proprio stile di vita sano e attivo.

Non si rischia di diagnosticare la PCOS anche dove non c’è?

Sappiamo bene che una diagnosi tempestiva di PCOS nelle ragazze adolescenti, che hanno sintomi sospetti, è importante per l’avvio di una osservazione attenta dell’evoluzione dei sintomi e anche di un trattamento medico appropriato.

Ma sì, sovra-diagnosticare la PCOS è un rischio e lo ammettono anche gli esperti che hanno scritto le raccomandazioni a cui i medici si riferiscono quando si trovano di fronte ad una adolescente con una serie di sintomi sospetti.

Avere l’etichetta della PCOS già in giovane età è un fardello difficile da gestire emotivamente. Vivere con l’ansia di “far fatica ad avere figli quando li si vorrà” è uno dei pensieri più difficili da gestire nella vita di una giovane donna. Soprattutto quando dopo una semplice ecografia (che non basta a fare diagnosi!) si viene a contatto con una realtà di cui mai si era sentito parlare prima. Spesso, questa ansia sul futuro è ingiustificata, perché future indagini potrebbero non confermare la PCOS, ma inquadrare il disturbo in transitorio passaggio adolescenziale.

In ogni caso, quando compaiono alcuni sospetti, che sia PCOS o meno, indagare su alcuni aspetti, come la presenza di insulino-resistenza è importante per avere la consapevolezza della propria condizione metabolica. Solo così, sarà possibile mettere in campo tutti gli strumenti conosciuti per imbastire strategie efficaci per prevenire complicanze future.

Adottare uno stile di vita sano e fare attività fisica, soprattutto in adolescenza, permette di ridurre i livelli di androgeni con consistenti miglioramenti su molti piani
come l’ovulazione e la regolarità del ciclo, qualità di vita, sonno, il profilo lipidico e la salute del fegato, e la resistenza all’insulina.

Bibliografia

 

Autore: Stefania Cattaneo

Sono Stefania Cattaneo e sono una biologa nutrizionista, appassionata di fotografia e di nutrizione applicata alle donne. Lavoro online, per arrivare a tutte le donne, in Italia e nel mondo, che soffrono di PCOS nelle sue varie forme di presentazione. In questo blog, farò del mio meglio per aumentare le tue conoscenze sulla PCOS, una condizione medica, difficile, complicata, delicata ma con la quale si può imparare a convivere. Iscritta all'Ordine Nazionale dei Biologici con numero d'iscrizione: AA_067629.