Acqua e bevande PCOS-friendly

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“Ma se il gusto dell’acqua non mi piace, cosa posso metterci dentro, anche se ho la PCOS?”

“Non bevo volentieri, a meno di non aggiungere qualcosa dentro, non so… un gusto, che mi invogli a bere…”

“Dottoressa, cosa ne pensa dei drenanti? Almeno mi aiutano a bere!”

Insomma, esistono delle bevande PCOS-friendly oltre all’acqua?

acqua e pcos

Bere acqua fa bene alla PCOS?

Bere acqua fa bene a tutti e tutte, e anche alle donne con PCOS, sempre alla ricerca di soluzioni per il loro equilibrio fisico, metabolico e mentale.

La PCOS è fra tutte una delle sindromi più frustranti: difficile da diagnosticare correttamente, difficile da gestire (ma noi abbiamo degli strumenti utili, anzi utilissimi), piena di preconcetti e difficile da spiegare a chi ci sta intorno.

I cambiamenti richiesti alla propria vita sono consistenti. Per qualcuna è più facile, per altre non lo è. Cambiare il proprio modo di mangiare è difficoltoso, fare attività fisica è talvolta impossibile, ed anche un bicchiere di acqua in più al giorno è pesante da aggiungere, soprattutto se bere acqua non ti viene naturale.

Perchè bere acqua?

Non mi dilungherò su quanto sia importante bere, lo sappiamo tutti che bere acqua fa bene, ma alcuni elementi sono importanti e restano, quindi li ribadisco.

Essere poco idratati o disidratati mette a rischio di: mal di testa, pelle secca e poco elastica, stitichezza e calcolosi renale (le urine si concentrano e diventano scure). Ti fa sentire stanca e dolorante, ti fa anche sentire più affamata.

D’altro canto bere è utile per regolare la pressione arteriosa, per migliorare la visione (ed evitare l’occhio secco), aiuta la digestione e a respirare meglio, favorisce la buona funzionalità renale e, berla prima dei pasti può prevenire l’ingestione eccessiva di cibo conferendo un senso di sazietà. Calma la voracità e soprattutto abbinata alle verdure di inizio pasto, ti consentirà di aumentare il volume delle fibre, riducendo poi le porzioni di quello che mangerai dopo.

Perchè dobbiamo bere acqua?

Lo sappiamo da sempre e lo conferma l’Istituto Nazionale che stabilisce le Linee Giuda per una sana alimentazione.

Il nostro corpo richiede acqua per la nostra salute, in una misura variabile a seconda dell’attività fisica che si svolge nel corso della giornata, della nostra personale storia clinica, della stagione e della temperatura ambientale. La qualità è stata indicata e suggerita dall’I.N.R.A.N. in circa 1.5-2 litri di acqua al giorno, da bere regolarmente durante la giornata. Non tutte raggiungono questo target, perché non si ha abbastanza sete, perché si è distratti, talvolta perché si sa di non aver a disposizione il bagno., e poi perché “l’acqua non piace”.

Le acque sono tutte uguali?

Prima di tutto: le acqua hanno un gusto? Ebbene sì e dipende dalle sostanze disciolte che creano un mix unico e tipico dell’acqua che stiamo bevendo. Il sapore dolciastro sarà dato dal calcio. Sentiremo un gusto amaro se è sciolto del magnesio. L’acqua sarà più “salata” se sono presenti bicarbonati e cloruri. Il fastidioso sapore di uova marce dipende dalla presenza di zolfo, che è tipico delle acque termali usate a scopo curativo e depurativo, dall’antichità fino ad oggi.

In ogni caso, le acque minimamente mineralizzate sono più “leggere” (e quindi più neutre come sapore) rispetto alle acque oligominerali o medio-minerali, perché contengono una piccolissima quantità totale di sali, tali da non essere percepiti dalle nostre papille gustative.

Acqua e aromatizzanti dolci per PCOS?

“Se l’acqua non piace perché non darle un gusto. Un drenate o qualche altro prodotto che mi aiuti a bere?”

E’ quel “qualcosa” che fa la differenza.

Un po’ di (sciroppo di) menta? Un drenante comprato in farmacia, nella speranza che faccia fare più pipì? Una tisana? Un po’ di limone? E’ giusto comprare le acque aromatizzate? Il “sentito dire” e tutto quello che sentiamo in pubblicità ci confonde, quindi come fare?

E’ vero, molti di questi prodotti riportano la dicitura “senza zucchero” (altri sono chiaramente degli sciroppi zuccherati) e si va dalle acque aromatizzate a tutti quei preparati estemporanei fatti di bustine e liquidi con qualche funzione sul nostro corpo, ma il loro sapore dolciastro è molto forte. Se non fosse “buono” sarebbe difficile da bere durante la giornata. Una cosa che non piace di gusto, facilmente si abbandona. Ma quel gusto dolce cos’è? Spesso un dolcificante naturale o artificiale.

L’attività drenante è dubbia, spesso l’azione vera è legata al bere l’acqua. Nessuna vera magia. Alcuni studi suggeriscono che le bevande dolci, per il loro contenuto di dolcificanti artificiali possono aumentare l’appetito, favorendo l’aumento di peso in chi ha la PCOS, influenzando la mente in modo tale da rendere molto più difficile per i soggetti evitare di mangiare gli alimenti più ricchi di calorie e grassi.

L’acqua di cocco: sì o no?

E’ di gran moda attualmente ma è davvero sana e naturale? Spesso contiene zuccheri o dolcificanti aggiunti. Attenzione non è come il latte (o bevanda) di cocco. Quest’ultimo deriva dalla polpa del frutto, mentre l’acqua di cocco proviene dall’interno delle noci di cocco verdi o giovani. L’acqua di cocco è povera di calorie e relativamente ricca di elettroliti, fra cui il magnesio e potassio. Può essere utile per chi fa attività fisica di lunga durata, ma non ha un valore aggiunto nel berla al posto dell’acqua. Anche in questo caso, l’acqua è la prima scelta per le donne PCOS.

PCOS: bere il the è utile?

Il the e le tisane sono state studiate in lungo ed in largo e per la PCOS possono davvero essere di aiuto. Il the è ricco di benefici per la salute che vanno dalla riduzione degli androgeni alla diminuzione del rischio di malattie cardiache e altro.

Contiene polifenoli, degli antiossidanti naturali fra cui l’epigallocatechina gallato, la caffeina (la cui concentrazione va dai 15-60mg per porzione), vitamine e minerali.

Diversi studi (di cui nella bibliografia riporto una metanalisi su 17 studi randomizzati) hanno dimostrato che bere the regolarmente è utile a ridurre la glicemia a digiuno, l’HbA1c e l’insulina a digiuno. Un altro studio ha dimostrato che il tè verde ha ridotto i livelli di insulina. Inoltre ha ottimi effetti sulla regolazione della produzione di colesterolo HDL (quello protettivo), riduce lo stress e migliora l’equilibrio della flora microbica intestinale.

Il the può svolgere un piccolo ruolo nel favorire la perdita di peso. Un studio randomizzato e controllato in doppio cieco della durata di 12 settimane su donne con PCOS ha esaminato l’effetto del the verde sulla perdita di peso. Il gruppo che ha ricevuto il the verde (sotto forma di capsule da 500 mg 2 volte al giorno) ha perso il 5% del peso corporeo, rispetto al gruppo di controllo che non ha perso peso.

Alcuni studi (uno di questi svolto in Turchia) hanno dimostrato che alcuni tipi di the, in particolare quello alla menta e il the verde, possono ridurre gli androgeni. Il meccanismo d’azione non è ancora chiaro, ma 42 volontarie sono state randomizzate per
assumere il the alla menta due volte al giorno per un periodo di 1 mese e sono state confrontate con una tisana placebo. Tutte le pazienti hanno completato lo studio ed i livelli di testosterone libero e totale si sono ridotti in modo significativo
nel periodo di 30 giorni nel gruppo del the alla menta. Anche LH e FSH sono aumentati.

Le pazienti che assumevano il the alla menta si sono viste meglio ma, ahimè, non c’è stata alcuna riduzione significativa nelle valutazioni oggettive di Ferriman-Galwey dell’irsutismo tra i due gruppi di studio nel corso della durata dello studio. Quindi il the alla menta ha delle vere proprietà antiandrogeniche, ma il fatto che ciò non si traduca chiaramente nella pratica clinica è probabilmente dovuto alla relazione tra gli ormoni androgeni e la crescita dei peli follicolari e il tempo di turnover delle cellule. Ma in questo caso, forse, la durata dello studio è stata troppo breve per dare uno riposta definitiva.

Ricorda sempre di bere un buon the al giorno, quindi. Se lo trovi troppo amaro o sgradevole, usa stevia in polvere. Ne basta una puntina e il suo gusto di ammorbidirà leggermente. Anche il limone può essere di aiuto.

Acqua e limone: sì grazie, per le donne PCOS!

Non è un mito che la vitamina C migliori il sistema immunitario, migliora l’assorbimento di ferro e combatte lo stress ossidativo. Alcune persone trovano che il succo di limone sia utile per migliorare i problemi digestivi come bruciori di stomaco, eruttazioni e gonfiori addominali.

Mettere un quarto di limone (o mezzo) nell’acqua fa bene? Sì e lo dice uno studio (di laboratorio), pubblicato sul Journal of Clinical Biochemistry and Nutrition, ha dimostrato che un aumento dei polifenoli del limone nei topi ha migliorato il controllo del glucosio nel sangue e la funzione insulinica. Testualmente l’articolo riporta “…In conclusione, (…) i livelli di insulina, glucosio e leptina nel siero sono stati significativamente migliorati dai polifenoli del limone, migliorando così l’insulino-resistenza. Suggeriamo che un’integrazione con i polifenoli del limone possa prevenire o migliorare l’obesità e l’insulino-resistenza modulando il metabolismo lipidico e prevenendo la sindrome metabolica.”

Leggiamo bene fra le righe: il limone non fa dimagrire, ma potrebbe essere di aiuto nella gestione metabolica degli zuccheri circolanti, un po’ come fa l’aceto.

Quali conclusioni trarre?

Aggiungere sostanze dolci all’acqua non è benefico per chi soffre di PCOS perché l’abitudine al sapore dolce, induce una dipendenza psichica e biologica. Che siano dolcificanti naturali o artificiali, il risultato finale non è diverso.

E’ l’acqua la vera chiave di lettura per idratarsi correttamente, favorire la diuresi e aiutare il proprio corpo a funzionare bene.

Ma se proprio non ti piace, pensa ad una tazza di semplicissimo the con qualche goccia di limone: nessun effetto collaterale ma tanti possibili piccoli benefici.

Bibliografia

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Autore: Stefania Cattaneo

Sono Stefania Cattaneo e sono una biologa nutrizionista, appassionata di fotografia e di nutrizione applicata alle donne. Lavoro online, per arrivare a tutte le donne, in Italia e nel mondo, che soffrono di PCOS nelle sue varie forme di presentazione. In questo blog, farò del mio meglio per aumentare le tue conoscenze sulla PCOS, una condizione medica, difficile, complicata, delicata ma con la quale si può imparare a convivere. Iscritta all'Ordine Nazionale dei Biologici con numero d'iscrizione: AA_067629.