Il dolore pelvico

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Se ne parla poco e spesso i medici lo trascurano come sintomo, ma il dolore pelvico e quello durante i rapporti sessuali costituiscono un disagio da non sottovalutare quando si soffre di PCOS, perché può lentamente intaccare la sessualità ed arrivare ad insinuarsi come un sabotatore nella vita di coppia . Ma da dove arriva? E cosa può lenirlo?

La PCOS è un disturbo del sistema endocrino che comporta un aumento della produzione e della secrezione degli ormoni androgeni, ormoni sessuali che interessano primariamente proprio il funzionamento degli organi sessuali senza però fermarsi a quello, condizionando l’attività emotiva, cognitiva e neurovegetativa della donna in modo profondo. Gli effetti dell’alterazione di un sistema così fondamentale nel nostro organismo sono tali da creare una situazione di vulnerabilità fisica e psicologica: curare la PCOS significa offrire attenzione ed ascolto a tutte le aree della femminilità e non soltanto alle problematiche squisitamente corporee. Soprattutto perché gli ormoni mediano nel corpo risposte biologiche che hanno anche riverberi psichici, innanzi tutto per l’azione su neurotrasmettitori specifici e poi perché ogni malattia comporta uno stato emotivo “alterato”, legato ai vissuti che quella patologia induce, all’impatto che ha su abitudini e comportamenti, sulle aspettative.

Alcune donne affette da PCOS lamentano dolore o disagio nell’area addominale e/o lombare, che coinvolge pancia, schiena, glutei e tutta la zona genitale, un dolore sordo o lancinante che può variare di intensità, in molti casi simile a quello che si prova all’inizio delle mestruazioni. Il disagio che provoca, che ha causa nell’assetto ormonale disfunzionale, può disturbare la vita sessuale. Ed in vari modi.

L’intimità con il partner è una situazione che necessita di una sufficiente sensazione di tranquillità, sicurezza, benessere perché letteralmente ci “mette nude” di fronte ad una persona cui teniamo tantissimo e a cui naturalmente vorremmo piacere tantissimo. Parecchi sintomi della PCOS possono andare a ledere l’autostima della donna, facendola sentire sempre più insicura della propria femminilità. Sono molti i dubbi che si affollano nella mente rispetto al proprio potere di seduzione: il disturbo infatti ha ripercussioni sull’aspetto fisico che possono lentamente indurre a chiudersi in se stesse e a temere lo sguardo degli uomini su di sé. E questo certo non aiuta in camera da letto. Se ai timori e all’ansia di non piacere si aggiunge però un’oggettiva dolorabilità della zona più implicata dal rapporto sessuale, allora dall’ansia si può comprensibilmente passare al rifiuto. Non di rado poi i due fattori, psicologico e somatico, si sommano, fino a creare un circolo vizioso che accentua sempre di più la sensazione del dolore ed allontana il desiderio. Perché in molti casi il dolore aumenta durante i rapporti sessuali. Lentamente il piacere viene bandito, il sesso quasi temuto. Si cerca di sfuggire le occasioni di vicinanza, si cerca sollievo in cibi che in realtà solleticano il palato ma peggiorano il quadro di salute, si evita di farsi trovare svestite, non si cerca più il contatto. Si trascura pian piano la sensualità, il gioco. Lo scambio. L’amore.

Il trattamento di questo sintomo esiste, ma bisogna avere il coraggio di eliminare alla radice il problema più insidioso: fare finta di niente, rassegnarsi al dolore, giocare in ritirata e dirsi che intanto il sesso non è poi così importante. E’ una trappola molto pericolosa, che si innesca subdolamente a partire da un dolore oggettivo sul quale facilmente si proiettano paura, ansia da prestazione, inadeguatezza. E il dolore diventa quasi un alibi: per non affrontare la nostra umanissima paura di non piacere e di non essere all’altezza dei bisogni, dei desideri e delle aspettative del partner. Ma debolezza e fragilità non equivalgono all’incapacità di affrontare le difficoltà che la vita ci sta presentando. Fare i conti con un disturbo non è una passeggiata ma sta a noi scegliere come reagire. E per i sintomi di cui stiamo parlando possiamo davvero fare tanto.

  1. Certamente l’equilibrio nutrizionale è passo imprescindibile da cui partire. Una dieta corretta è il trattamento di elezione della PCOS: ci serve un programma altamente personalizzato e continuamente monitorato da una professionista. Il miglioramento della salute in generale combatterà il sintomo, inciderà sull’aspetto e dunque sull’umore e sull’autostima, predisponendoci ad una maggiore tranquillità nell’intimità;
  2. Molte ricerche hanno dimostrato l’efficacia dell’attività fisica regolare sulla riduzione del dolore pelvico. Anzi: gli studi registrano un miglioramento globale della vita sessuale delle donne, ovvero l’aumento del desiderio e dell’eccitazione, con una distensione che facilita penetrazione ed orgasmo;
  3. Il massaggio e le carezze!!!! La carezza è un potente attizzatore di benessere perché crea una cascata benefica di neurotrasmettitori, attivando endorfine e BDNF, un fattore trofico cellulare. Si genera una completa sensazione di rilassamento e benessere, che non è solo “psicologica” perché è mediata da sostanze che hanno effetti chimici sui tessuti, distendendoli. Il tatto inoltre chiude le “porte” della trasmissione del segnale doloroso a livello dei nervi. Ecco perché le mamme consolano baciando e stringendo i bimbi quando cadono: questo comportamento ha davvero il potere di diminuire la sensazione di dolore, non ha solo una valenza di protezione, rassicurazione e consolazione. E comunque: non buttiamo via nemmeno quella! Ritagliare momenti di coppia dedicati solo al massaggio, in un ambiente molto confortevole, ha insomma reali effetti terapeutici. Fa bene al corpo, alla mente, al sesso, alla coppia. Stimola la fantasia, avvicina, cementa un legame profondo. Cura.
  4. Mindfulness, meditazione, yoga: tutte queste pratiche leniscono i dolori cronici di ogni tipo e calmano la mente, allontanando ansia, paura ed angoscia.
  5. Anche la psicoterapia può aiutare a trattare il dolore, occupandosi proprio degli stili emotivi della personalità, dei significati che si attribuiscono alla situazione, offrendo consigli, incoraggiando un atteggiamento attivo.

La coppia cresce anche attraverso la ricerca di soluzioni creative (cioè nuove, proprie) agli ostacoli e alle difficoltà: se le affronta come “coppia”. Se rimane “in contatto”, non si perde di vista, cerca l’unione. Dunque mai affermare“non importa”: stare bene ci deve sempre stare a cuore.

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Autore: Barbara Alessio

Mi chiamo Barbara e sono una psicologa psicoterapeuta psicodiagnosta. Da quasi 25 anni accompagno le persone in percorsi di crescita, cura, sviluppo. Parlo alle donne per aiutarle nel loro cammino, per non lasciarle sole, per ascoltarle, sostenerle, sciogliere i loro dolori e spronarle a prendere in mano la loro vita e la loro salute. Psicologa con iscrizione all'Ordine degli Psicologi del Piemonte n. 1839.

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