Psicopatologia degli spuntini

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Spuntino: che bel nome! Carino, coccoloso: ti fa subito venire in mente… Dimmi? Che cosa? Cosa ti fa venire in mente? Già, ti stupirà sapere che dietro agli spuntini sta un mondo, perché sono parecchi i modi in cui vengono intesi. Qualcuna li adora, qualcuna li teme. Ma guarda un po’, in qualunque regime dietetico controllato sono presenti, e mica a caso. Cerchiamo allora di farceli amici.

Il modo più diffuso di intendere lo spuntino è quello di considerarlo una break goloso, un momento che spezza l’attività che si sta portando avanti premiandoci con qualche cibo o bevanda che tiri un po’ su. Si è magari a metà mattinata o pomeriggio, pressate da impegni e responsabilità e si ha voglia di fermarsi. Magari si è di corsa ma suvvia, una capatina alle macchinette o al bar consente di accaparrarci velocemente qualche lattina, due snack (uno lo tengo per dopo), insieme ad un caffè. Se non riusciamo a fermarci possiamo comunque poi consumarli mentre guidiamo o facciamo la spesa o siamo al pc. Pazienza, non è proprio una pausa, ma almeno mi consolerò con qualcosa di buono. Ah ecco! Allora non è una pausa ma uno spazio dove mi concedo un ristoro proibito. Sì, nella dieta dovevo mangiare un frutto ma non mi dà nessuna soddisfazione, poi lo devo lavare e sbucciare e mica ho tempo e oggi l’ho pure dimenticato.

Che poi la mela mica mi fa tanto piacere, che noia ogni giorno. Insomma: la mela non è spuntino. Solo che se faccio lo spuntino come piace a me mi fa male, perché io vorrei dolciumi o pizzette e da quando sono a dieta non posso mangiarle pertanto non ho più il piacere dello spuntino, il mio rifugio. Ti riconosci? Bhe sì, è uno schema molto frequente che viene chiamato “comfort eating” ovvero l’utilizzo del cibo per sentirsi meglio, seguendo le emozioni del momento e le abitudini che ci tranquillizzano, i nostri personali rifugi. A forza di usare il cibo per consolarci, oramai quando ci fermiamo in realtà smaniamo per quello, non per la pausa.

Per altre lo spuntino è il surrogato del pranzo, un modo per trattenersi e governare l’introito calorico limitandosi a sgranocchiare qualcosina. Soprattutto dopo che si è esagerato in qualche pasto, magari ad una cena, o si è sgarrato per alcuni giorni senza riuscire a seguire la dieta. Lo spuntino è una bella parola che maschera il tentativo di riparare i danni dei giorni precedenti sostanzialmente evitando i pasti. In questo caso non è una pausa ma un vero e proprio sostituito del pranzo e/o della cena, acconciato senza alcun rispetto del proprio programma alimentare ma utilizzando quanto è a disposizione. Magari consiste in un cappuccino, in un frutto, in un gelato, un piccolo panino o uno yogurt. Ha il significato psicologico di una piccola penitenza. Che fa molti danni in termini di salute ed alimenta le nostre resistenze al cambiamento dello stile di vita di cui invece abbiamo bisogno: lo yo-yo infatti si rinforza, continuo ad alternare momenti in cui esagero al altri in cui mi trattengo.

Qualcuna guarda allo spuntino come ad una tentazione diabolica: è un desiderio impellente che sorge in particolari condizioni, soprattutto quando si è sole. Si rincasa, non c’è nessuno, la solitudine è una condizione disturbante. Salgono mille pensieri e mille emozioni. Prima di cominciare con le incombenze domestiche bisogna tirare il fiato. Sarebbe ora dello spuntino: sì, non ci starebbe male oggi un po’ di cioccolato, o di gelato, i miei spuntini preferiti. Ho appena comprato le merendine per i figli ma intanto domani tornerò al supermercato, nessuno le ha ancora viste. Dovrei mangiare altro ma il pensiero dei dolci non mi molla, si fa pressante, un martello. Mi dico che mangerò solo un cioccolatino, solo un piccolo spuntino. Sono brava, faccio la dieta da due settimane, devo pur premiarmi. Intanto il cibo desiderato è diventato un’ossessione perché cerco di resistere ma sento che non ce la faccio. Alla fine mi alzo e con grande rapidità inizio a mangiare il cibo proibito: come in apnea, in modo assolutamente automatico ed acritico, finisco tutta la confezione. Ecco, è fatta. Mi sono abbuffata. Lo avevo detto che io non devo fare gli spuntini perché poi non riesco a limitarmi. Non devo mangiare nulla altrimenti finisco in questo imbuto. Ti capita? Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un utilizzo del cibo come “comfort eating” tuttavia è incisivo anche il peso della dipendenza, di un comportamento appunto automatico dove il cibo assolve a funzioni psichiche profonde.

A grandi linee queste sono le tre tipologie di atteggiamenti che riguardano le donne alle prese coni loro spuntini: ma gli spuntini non sono niente di tutto questo!!!! Dal punto di vista nutrizionale gli spuntini servono a tenere costante l’indice glicemico e a non farci sperimentare il senso di appetito. Certamente la Dott.ssa Cattaneo è la specialista che meglio può spiegarci i meccanismi biologici alla base di queste funzioni, e molti suoi articoli ben lo illustrano. Qui invece ci occupiamo dell’importanza psicologica che lo spuntino riveste nel nostro modo di alimentarci e del formidabile aiuto che può darci nell’aiutarci a cambiare abitudini, dismettendo le cattive ed integrando un nuovo modo di mangiare e di essere. Può essere grande maestro nell’insegnarci un nuovo modello di alimentazione responsabile, un nuovo stile con cui alimentarci ed occuparci della nostra salute fisica, psichica e spirituale. Lo spuntino è un momento perfetto per allenarci alla Mindful Eating, l’attitudine che ridà al cibo il significato di nutrimento e soddisfazione per quello che è, scalzando l’abitudine di associare solo a particolari alimenti la funzione di “comfort”. Qualunque alimento scelto consapevolmente perché sano, fresco e buono è in grado di nutrirci pienamente e soddisfarci. Certo dobbiamo rompere uno schema distorto, quando travolte da emozioni cerchiamo il cibo per compensare stati d’animo spiacevoli. Per noi è quello lo spuntino, che in realtà significa “ho paura e uso il cibo per consolarmi”.

Allora: facciamo uno spuntino vero? Essenziale è che ci si ritagli davvero una pausa. Una parentesi dove fermi tutte le attività, tutti i pensieri, spegni la radio e la tv che hai in testa e ti godi in pienezza e consapevolezza la tua parentesi ed il buon cibo che è stato studiato apposta, in maniera speciale, per te. Scegli un luogo tranquillo, ti siedi, prima fai un po’ di respiri profondi per calmarti, poi apri gli occhi, osserva con gioia il tuo spuntino e poi con calma lo assapori. Godi di ogni morso, rallentando mastica bene. Fermati e guarda cosa ti sta intorno, chi ti sta intorno. Goditi lo stare un attimo seduta in pace. Non pensare a ciò che hai fatto o farai dopo: stai nel tranquillo presente. È tutto quello a nutrirti. Tutto quello è “spuntino”: se assapori tutto sarai molto sazia! Ogni momento in cui ti fermi per nutrirti è un premio. Godilo, con soddisfazione, pienezza e consapevolezza. Sei stufa delle mele? Bene: un bel giro al mercato rionale, all’aria aperta, anche di domenica, ti farà scoprire tanti colori e sapori. Goditi la vita: è quella a nutrirti. E piano piano trasforma in questo modo ogni pasto ed ogni attività della giornata.

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About Barbara Alessio

Mi chiamo Barbara e sono una psicologa psicoterapeuta psicodiagnosta. Da quasi 25 anni accompagno le persone in percorsi di crescita, cura, sviluppo. Parlo alle donne per aiutarle nel loro cammino, per non lasciarle sole, per ascoltarle, sostenerle, sciogliere i loro dolori e spronarle a prendere in mano la loro vita e la loro salute.

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