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Glicemia bassa: è un buon segno?

Quando vai a ritirare gli esami del sangue, quelli prescritti dal tuo medico, non vedi l’ora di capire cosa c’è scritto e iniziare a fare una breve valutazione della tua situazione. Qualche nome lo conosci (se non tutti) e inizi a leggere con ansia.

L’occhio cade sempre (per quasi tutte) sulla glicemia. Lo fai anche tu?

Range: 60-99 mg/dl. Tu sei 62! Grande!

“Mi hanno sempre detto che la PCOS è legata ad un problema di glicemia… un pre-diabete… una glicemia alta… quindi NON ho la PCOS!”.

Eppure ti vorrei spiegare alcune cose. Tranquilla, la tua interpretazione non è sbagliata, ma occorre che tu abbia qualche notizia in più.

Come sai, la PCOS è una condizione endocrino-metabolica che riguarda le donne in età fertile, dal menarca (primo ciclo) fino alla menopausa (ultima mestruazione).

Per diagnosticare la PCOS, il medico (e solo il medico!) ha bisogno di valutare i tuoi sintomi e capire se rientri nei criteri diagnostici e definire se la Sindrome ci sia o meno.

Questi criteri (si usano solitamente i criteri di Rotterdam del 2003, ma ne esistono altri), sono abbastanza generici, ma al contempo sufficientemente specifici, ed eccoli di seguito. Ne servono 2 presenti su 3 per fare diagnosi di PCOS.

  • segni di androgenismo clinico o biochimico (= irsutismo, acne, caduta dei capelli o eccesso di androgeni dagli esami del sangue)
  • Oligo o anovulazione cronica
  • Presenza di cisti all’ecografia (sarà l’ecografista a definire se siano follicoli maturi o immaturi o cisti vere e proprie. Basta che un ovaio solo abbia delle alterazioni, in cui siano presenti più di 12 follicoli di 2-9 mm di diametro e che aumentino o meno il volume dell’ovaio).

Ma allora la glicemia cosa c’entra?

In effetti non entra nei criteri diagnostici e le tue conoscenze sono assolutamente corrette. Pensa che solo nel 2003 si è cominciato a parlare di correlazioni metaboliche a quelle ormonali. Il test glicemico ed insulinemico non sono ritenuti necessari alla diagnosi ma lo sono, eccome, per capire realmente come stai. Questo serve a capire se esistano elementi che sostengono l’eccesso di androgeni (la troppa insulina) e determinare lo sviluppo di complicazioni future, come il diabete.

Ma quindi come puoi interpretare la glicemia bassa a digiuno? A meno di altre variabili, nella maggior parte dei casi in cui la PCOS è davvero presente, una glicemia vicina o sotto il limite significa che la tua insulina viene prodotta in quantità eccessiva, rispetto al normale.

Il livello di zuccheri nel sangue, che corrisponde al nostro benessere e che garantisce il giusto livello di energia nel nostro corpo compreso il cervello, è determinato da quanta insulina viene prodotta dal pancreas. È un equilibrio abbastanza stabile che viene perturbato, in condizioni fisiologiche, da solo da un aumento delle richieste (attività fisica, per esempio), o dall’assunzione di cibo. In questo secondo caso, dopo aver mangiato carboidrati più o meno lenti, questi vengono digeriti dallo stomaco, passano al primo tratto dell’intestino per essere assorbiti ed entrare nella circolazione sanguigna. Da qui vengono trasportati velocemente in tutto il corpo, soprattutto agli organi che più ne hanno bisogno, muscoli e fegato in primis.

Ecco che entra in gioco l’insulina. Quando il livello di zuccheri nel sangue si alza, alcuni speciali centri di controllo localizzati a livello del pancreas reagiscono liberando insulina che raggiungerà i tessuti e quindi le cellule bersaglio, facendo sì di aprire i canali di ingresso agli zuccheri affinché gli organi si riforniscano di energia.

Una volta che la glicemia si sarà abbassata anche la produzione di insulina cesserà, fino allo stimolo successivo.

Quando troppa insulina viene prodotta, sia a digiuno che dopo pasto, troppi zuccheri entreranno all’interno dei siti di deposito, lasciandoti con la glicemia bassa che vuol dire: spossatezza, ansia, difficoltà di attenzione e memorizzazione.

Hai probabilmente già sperimentato queste sensazioni… la testa che gira, la nausea ed il pensiero di correggere la situazione bevendo “acqua e zucchero” o un bel succo di frutta zuccherato. La tua glicemia subirà sbalzi, non ti sentirai meglio ma probabilmente diventerai dipendente dagli zuccheri… pur non essendo una golosa.

Vuoi sapere quando la glicemia di una donna con PCOS potrebbe risultare alta? Quando il tuo pancreas ha lavorato talmente tanto da aver perso la capacità di produrre insulina o più facilmente quando il tuo corpo non risponde più all’azione dell’insulina (insulino resistenza). Ci sono molti motivi per cui questo accade:

  • nelle donne sovrappeso o obese quando si è in presenza di un eccesso di tessuto adiposo
  • nelle donne magre o normopeso quando le cellule non sono sensibili all’azione dell’ormone, come se pur legandosi ai target giusti, questi non riuscissero ad aprire i canali di ingresso degli zuccheri verso l’interno delle cellule.

Sono solitamente fasi avanzate di PCOS, in cui oltre alla buona alimentazione a basso indice glicemico e all’attività sportiva, si ricorre ad integratori come inositolo o farmaci come la metformina.

Non è quindi proprio un buon segno, soprattutto perché vivrai molto peggio alcune combinazioni alimentari che per altre non sono un problema.

Ti è capitato di sentirti male dopo una colazione fatta con latte e qualche fetta biscottata? O dopo un piatto di pasta o un panino? Se ti è capito, significa che hai stimolato eccessivamente la produzione di insulina, che già il tuo corpo produce in eccesso (la PCOS è correlata ad una insulina basale leggermente più alta del normale, non necessariamente altissima).

Cosa manca in questi esempi? Fibra e proteine che sono in grado si rallentare lo svuotamento dello stomaco, far arrivare a livello dell’intestino zuccheri ma non tutti insieme, poco per volta, in modo da ingannare il tuo pancreas e non farlo lavorare più del dovuto.

Porta gli esami al tuo medico, fatti spiegare la tua situazione e decideremo insieme che strada terapeutica è indicata per il tuo caso.

About Stefania Cattaneo

Sono Stefania Cattaneo e sono una biologa nutrizionista, appassionata di sport e di nutrizione appli-cata alle donne. Lavoro nel mio studio privato vicino a Torino, dove visito pazienti di ogni tipo e con le più disparate situazioni ma in particolare mi occupo di sportivi e di donne con problemi or-monali legate al mondo dell'Ovaio Policistico. Farò del mio meglio per aumentare le vostre cono-scenze in questa materia, difficile, complicata, delicata ma allo stesso tempo affascinante: la PCOS.

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