A cosa serve la scienza, un’ode alla cura

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LotusFlower è nata con l’intento di rivolgersi alle donne con il disturbo della PCOS: ma non ne parla solo in termini di malattia, nel rispetto delle caratteristiche così proteiformi della sindrome, che rende davvero ogni donna diversa dall’altra. Non esiste infatti una “tipica donna portatrice di PCOS”. Perché il corredo di sintomi, che riguardano il corpo, il funzionamento ormonale, la sessualità, l’estetica, la fertilità e l’umore, si presenta con amplissimi gradi di severità. In qualcuna il disturbo è meno incisivo, meno invasivo mentre per altre donne la sindrome dispiega un ventaglio di effetti davvero pesanti.

Oggi non è difficile reperire “numeri” circa la PCOS.

Se digitate sui vostri motori di ricerca, per esempio compare facilmente e praticamente dappertutto come sia una sindrome che colpisce circa il 10% della popolazione femminile. Altrettanto facilmente leggete che è sovente associata a dei sintomi che riguardano la sfera emotiva. Come abbiamo molte volte affrontato nei nostri articoli, questo dipende da svariati meccanismi: certamente lo squilibrio ormonale ha un riverbero sulla sfera psichica attraverso vie nervose (quindi biologiche) ma dobbiamo includere anche l’influenza emozionale che qualunque evento che impatti il nostro corpo, l’immagine che abbiamo di noi, il nostro funzionamento sociale e sessuale.

Non possiamo mai essere certi di cosa “causi” un sintomo emotivo: perché noi siamo un organismo complesso, un’entità psicocorporea, un insieme di sistemi psicofisici organizzati in reti e sottosistemi, finemente e retroattivamente interrelati. E’ bene però che ad ogni sintomo emotivo venga data la giusta attenzione e dignità, appunto, di sintomo. Che vada ascoltato. E che trovi il giusto trattamento. Ma è bene anche sapere che i sintomi emotivi non necessariamente e non sempre rimandano a malattie mentali. Stiamo dicendo che vanno trattati ma anche bene compresi, bene “letti” dallo specialista. E qui, vogliamo spiegarci meglio. Perché è davvero importante.

Come psicologa psicoterapeuta psicodiagnosta che da ben 24 anni lavora in ambito psichiatrico, come Responsabile del Servizio di Psicologia e Psicodiagnosi di una Casa di Cura per malattie nervose e neuropsichiatriche, ovviamente mi occupo di disturbi psichiatrici ogni giorno. Di questa mia esperienza oggi voglio portarvi alcune considerazioni circa la diagnosi in psichiatria. Per fare una diagnosi in psichiatria, gli operatori si appoggiano ad un sistema internazionale chiamato DSM, il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali oggi alla V edizione, che uniforma ogni patologia in una serie di sintomi: per rientrare in quel quadro, insomma, in tutto il mondo il paziente deve presentare un corredo sintomatologico ben preciso e per uno stabilito lasso di tempo. Non basta un solo sintomo per fare diagnosi, perché alcuni sintomi sono trasversali a diversi quadri, ovvero possono presentarsi in diverse malattie mentali, oppure perché sono transitori.

Ecco perché per fare diagnosi sono necessari un’attenta osservazione del paziente, la raccolta della sua storia (anamnesi), i colloqui, a volte la somministrazione di test proiettivi, in qualche caso notizie fornite dai parenti. La diagnosi psichiatrica è un intervento complesso che possono fare solo gli specialisti del settore e solo in presenza di qual paziente. Deontologicamente ( e legalmente) non è possibile fare una diagnosi a distanza.

Nemmeno il paziente può farsi da solo una diagnosi.

Perché vive i suoi sintomi in maniera molto soggettiva e non dispone delle conoscenze per collocare il sintomo in una determinata patologia. A questa complessità si deve aggiungere un’altra importantissima questione: un sintomo emotivo, psichico, per quanto invasivo e fastidioso, a volte invalidante in quel momento dell’esistenza, non necessariamente  rimanda ad una vera e propria malattia mentale. E’ questo il caso, per esempio, dei sintomi che riguardano l’umore.

Perché tutto questo è così importante per le donne che soffrono di PCOS? Perché molte donne vivono la loro condizione sperimentando una deflessione del tono dell’umore. Si sentono emotivamente in difficoltà perché ne temono la cronicità, l’invalidità dei sintomi, i riverberi sull’immagine corporea, le possibili implicazioni circa la fertilità. Alcune si trovano a dover affrontare cambiamenti nel regime alimentare che vivono come drastici e restrittivi, quasi punitivi; altre hanno dolore pelvico. Alcune vanno in ansia nella relazione sentimentale e/o nella vita sessuale.

Tutto questo può non essere certamente una passeggiata da affrontare. 

Ne possono derivare problematiche di ansia e, appunto, momenti di grande sofferenza emotiva, di scoramento. Stati che generalmente vengono definiti genericamente come depressivi. Leggerete infatti molto spesso che anche le ricerche internazionali Illustrano proprio questo quadro, registrando un aumento di sintomi ansioso-depressivi.

Ma… questo significa che la PCOS causa la depressione?

Ecco: come specialista devo qui procedere a delle spiegazioni che si rendono necessarie per rassicurare le donne. NO: la PCOS non causa la depressione: per meglio dire, i diversi cambiamenti circa l’identità e lo stile di vita che può comportare possono mobilitare delle reazioni emotive di tipo ansioso-depressivo. Ma la malattia psichiatrica definita come “Depressione” è un’altra cosa. Tutto questo è molto importante, e rassicurante, vero? I sintomi come ansia e depressione possono colpirci in molti momenti della nostra vita: se dobbiamo affrontare degli stress lavorativi o di studio, se viviamo importante cambiamenti (magari ci sposiamo o ci trasferiamo di regione o di Stato o anche dobbiamo accogliere in casa il figlio di un compagno o la madre malata), se ci ammaliamo di qualunque malattia severa o se viviamo un lutto. Sono sintomi generici, anche se penosi da vivere.

Addirittura può capitare che nei casi sopracitati si debba ricorrere per un periodo ad una trattamento psicofarmacologico, perché l’intensità degli stati ansiosi o depressivi è molto elevata ed interferisce con il normale svolgere delle attività quotidiane e con le funzioni biologiche (sonno, appetito). Eppure, in tutti quei casi non si parla di Depressione intesa come malattia psichiatrica.

Nel DSM, il sistema diagnostico di cui ho parlato poc’anzi, esistono infatti molti disturbi depressivi e il sintomo depressivo, la deflessione del tono dell’umore, è trasversale a molti quadri. Deve essere uno specialista a definire una persona come “malata di depressione”. Quindi possiamo sperimentare anche più volte nel corso dell’esistenza stati e sintomi ansiosi e depressivi: senza però mai arrivare ad una depressione clinica. Il Disturbo dell’Umore è una severa patologia mentale, da controllare assolutamente con un intervento psicofarmacologico continuo e ben monitorato.

E non riguarda assolutamente tutte quelle variazioni umorali legate all’ansia, a vissuti depressivi, a labilità emotiva caratterizzata da irrequietezza e/o crisi di pianto, che invece tutti quanti sperimentiamo nella nostra quotidianità. E che effettivamente alcune condizioni esistenziali e/o di salute possono esacerbare, anche la PCOS: SENZA ESITARE IN UNA PATOLOGIA MENTALE.

Sono sintomi che creano difficoltà e peggiorano la qualità della vita: vanno trattati e la psicoterapeuta è la figura più adatta a fornire un aiuto. Un aiuto prezioso che può davvero la fare la differenza: tuttavia, la cliente non presenta una diagnosi psichiatrica, una malattia mentale.

La maggior parte delle donne con la PCOS non ha affatto alcuna patologia mentale, anche se presenta sintomi e sofferenze di tipo psichico. Tali sintomi meritano un trattamento: generalmente non di tipo psicofarmacologico bensì psicoterapeutico. E richiedono la presa di responsabilità verso se stesse, il proprio corpo e la propria salute in prima persona e con modalità attive. Attraverso la modifica dello stile di vita.

Spero di avervi dato una buona notizia! Non è vero che le donne con PCOS sian tout-court delle depresse. 

Ti senti a terra? Ti senti triste e scoraggiata? Chiedi aiuto, cerca di capire che cosa ti fa stare così e fai di tutto per migliorare la qualità della vita. Non è detto che tu sia portatrice di un disturbo depressivo, anzi, probabilmente non è così: ma la tua sfera psichica è sofferente e va aiutata.

In LotusFlower cerchiamo di parlare a tutte le donne: cerchiamo di offrire una chiave di lettura e di comprensione a quello che vivono ogni giorno nella loro vita al di fuori di etichette diagnostiche. Cerchiamo di stimolarle ad ascoltarsi e a prendersi cura di sé seriamente. Perché possono fare molto per la loro salute, moltissimo. Possono stare meglio. Anche dal punto di vista psichico: se chiedono aiuto. 

Sarà poi la specialista a definire se i loro sintomi rientrano o meno in un particolare disturbo mentale o se invece sono legati a circostanze attuali, dunque coerenti con quello che stanno vivendo, e non derivanti da un disturbo psichico. Si può e si deve parlare di emozioni: ma tanta attenzione va fatta a divulgare la correlazione i sintomi e/o i vissuti emotivi a definite patologie mentali.  Ricordiamo qui che da un punto di vista scientifico le cause di tutti i disturbi mentali sono sconosciute: la correlazione fra PCOS e determinate malattie mentali non parla di relazioni di causa-effetto, dice che le due patologie sono compresenti. Molti autori e autrici hanno cura di sottolineare questo, altri no.

La filosofia della “cura” cerca un approccio innanzi tutto personalizzato. Recupera la persona e la mette al centro: costruendo intorno a lei un insieme di strumenti terapeutici che possono di volta in volta servire a migliorare il suo benessere e la qualità della sua vita. Cerca di non lasciare la donna sola, cerca di motivarla alla responsabilità verso se stessa. Cerca soprattutto di evitare che attraverso l’autoetichettatura di “malata “(in termini clinica si chiama “labelling”), la donna si metta in una posizione passiva e deresponsabilizzata, cominci a pensarsi come automaticamente esclusa dalle esperienze di tutte le altre donne, con poco controllo sulla propria vita. 

Il 70% della nostra salute, dice oggi la scienza, è nelle nostre mani, dipende dal nostro stile di vita: è veramente un grande potere, usiamolo bene.

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Autore: Barbara Alessio

Mi chiamo Barbara e sono una psicologa psicoterapeuta psicodiagnosta. Da quasi 25 anni accompagno le persone in percorsi di crescita, cura, sviluppo. Parlo alle donne per aiutarle nel loro cammino, per non lasciarle sole, per ascoltarle, sostenerle, sciogliere i loro dolori e spronarle a prendere in mano la loro vita e la loro salute. Psicologa con iscrizione all'Ordine degli Psicologi del Piemonte n. 1839.

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