Test: PCOS quiz

Se ti sei collegata a questo sito, e se stai leggendo questo blog, probabilmente ti stai chiedendo se: “Ho la sindrome dell’ovaio policistico anche io?”.

Probabilmente hai dei sintomi che possono farti pensare che, forse, hai anche tu hai questa condizione.

Il test che è riportato qui sotto, contiene delle domande semplici ma importanti da fare a te stessa. Ovviamente è solo un quiz ed anche se risponderai SI a tutte le domande, non preoccuparti, non è detto che la causa dei tuoi sintomi sia davvero la sindrome dell’ovaio policistico ma avrai comunque necessità di consultare uno specialista.

Eccole di seguito:

  • Hai avuto pochi cicli (8 o meno di 8) mestruali negli ultimi 12 mesi?
  • Hai mai avuto dei ritardi superiori a 2 o 3 mesi?
  • Soffri di perdite (piccole perdite di sangue) tra un ciclo e l’altro?
  • Stai cercando una gravidanza e sei scoraggiata perché il test è sempre negativo?
  • Hai notato crescere peli scuri eccessivi sul tuo corpo o sul tuo volto? Magari in posti dove non eri abituata a vederli?
  • Hai l’acne?
  • Sembra che i capelli sulla tua fronte si stiano diradando?
  • Ti sembra che nel tuo collo sia presente un’ombra bruna che non va via nonostante un’accurata detersione?
  • Hai avuto un incremento di peso ultimamente? O fai fatica a perdere peso nonostante la dieta?
  • Hai notato un incremento del tuo girovita?
  • Ti sembra di cercare o di avere sempre una gran voglia di dolci o zuccheri? O senti avere ancora bisogno di mangiare dopo aver finito un buon pasto?
  • Qualche membro della tua famiglia hai il diabete?

Se hai risposto sì a cinque o più di queste 12 domande, forse hai necessità di confrontarti con uno specialista. Se non è la PCOS a procurarti questi sintomi probabilmente sarà qualcos’altro: solo un medico potrà aiutarti. Se hai risposto sì anche solo ad una di queste domande, considera che potresti sviluppare qualche problema di salute. Non aspettare nella speranza che questi sintomi passino da soli ma chiedi aiuto e consiglio. Parlane per prima cosa al tuo medico di base, il quale saprà rassicurati ed indirizzarti allo specialista che più fa al caso tuo.

Rivolgiti al medico quando…

Sapete che il 15% delle pazienti scopre di avere la sindrome dell’ovaio policistico per puro caso? Nessun sintomo, o sintomi molto vaghi che nulla farebbero pensare alla PCOS.

Ma nel resto dei casi? Quali segno dovrebbero metterci in guardia e spingerci a rivolgerci al medico?

Affrontiamoli a uno…

  1. Peli in eccesso, peli che crescono in zone ‘strane’ tipiche dei maschi come sotto l’ombelico, intorno all’areola del seno, sul petto, ma anche sul volto in particolare sul mento e sul labbro superiore. Non necessariamente credono più velocemente ma sono peli più scuri e lunghi del normale. La cute ed i follicoli piliferi sono molto sensibili agli ormoni maschili e agli estrogeni. Il responsabile è lui: il testosterone, che a livello dell’unità pilo-sebacea viene convertito nel suo braccio armato, il diidrotestosterone, il quale induce i peli a crescere più scuri e robusti.
  2. Acne e pelle grassa, che peggiora maggiormente quando il ciclo è irregolare.
  3. Il ciclo è irregolare. Più della metà donne con PCOS ne soffre, ed ha un ciclo che non dura 28 giorni (più o meno) ma le mestruazioni compaiono ogni 36-40 giorni o ogni due mesi oppure dopo molto più tempo. A volte il ciclo mestruale manca del tutto per mesi. Da cosa è dato? Da una ovulazione non efficace o che non avviene del tutto, mese dopo mese.
  4. Il peso corporeo aumenta senza grandi cambiamenti delle abitudini alimentari. 1 donna su 2 con PCOS ha sovrappeso o obesità. Come si misura? Dividendo il peso per altezza in metri al quadrato. Se il risultato supera il 25, prendete in seria considerazione la situazione. E se siete in forma o magre? Considerate tutti i fattori precedenti… l’eccesso di peso non è un requisito fondamentale per la PCOS, ma è un fattore aggravante. Il tessuto adiposo, non è solo un serbatoio di energia, ma è un vero e proprio organo capace di produrre ormoni maschili e femminili, soprattutto se è localizzato a livello del girovita, anche se il vostro peso è regolare.
  5. Avete uno strano imbrunimento del collo, che nonostante molte docce non scompare. Si chiama acanthoris nigricans e si ritiene sia la manifestazione cutanea della resistenza all’insulina. Più è severa, più la pelle apparirà scusa e vellutata, a volte con qualche piccola verruca.
  6. Caduta dei capelli e diradamento, soprattutto sopra la fronte.
  7. Cercate un bimbo da tempo e non arriva. L’infertilità o la sterilità sono presenti in 1 donna con PCOS su 6, ed è il risultato di una cronica assenza di ovulazione. Non è detto che le mestruazioni siano irregolari, ma il minor numero di cicli senza ovulazione allunga i tempi di concepimento spontaneo.

Vi è capitato di osservare alcuni di questi segni? Parlatene con il medico, potrà aiutarvi a capirne di più.

Perché proprio a me?

Trovare una risposta a questa domanda, quella che molte ragazze si fanno è davvero complesso.

Non si sa quale sia la vera causa della sindrome dell’ovaio policistico, ma è certo che sia caratterizzata da molti fattori, determinata dall’associazione di vari elementi: genetici, ormonali, metabolici ed ambientali, non solo un difetto delle ovaie.

Pare che la PCOS sia in parte scritta nel nostro DNA. Si sa che una importante percentuale di pazienti con PCOS, ha nella storia familiare casi, sia di origine materna che paterna, di ciclo irregolare o di infertilità o perdita di capelli precoce nei maschi. Non ne avete mai parlato in famiglia? Guardate le vecchie foto, parlate con le vostre nonne o chiedete alle vostre mamme!

Sapevate che la PCOS è presente nel 35% delle madri e nel 40% delle sorelle delle donne con Sindrome dell’ovaio policistico? La familiarità è importante!

Ma non basta. Anche la nostra vita nella pancia delle nostre mamme, prima della nostra nascita, può avere una influenza importante. L’esposizione ad androgeni durante la gestazione può influenzare lo sviluppo della PCOS nella bambina quando sarà grande. Alcuni ricercatori hanno anche ipotizzato che una crescita intrauterina ridotta o rallentata e quindi un basso peso alla nascita, possa indurre lo sviluppo del “gene risparmiatore”. Questo gene (che tende a far aumentare nel nostro peso nel tempo) può fare aumentare il rischio di insulino-resistenza da cui può scatenare ipertensione, intolleranza glucidica, aumento della produzione degli ormoni dello stress (cortisolo, in particolare) e PCOS soprattutto se si associano sedentarietà e dieta ricca di grassi nell’età dell’adolescenza.

Insomma: cosa succede al nostro DNA? Molto ci sarà ancora da scoprire in questo campo. In realtà non è mai stato individuato un solo gene responsabile della PCOS e delle sue numerose manifestazioni. Qualcosa però si è modificato nelle generazioni delle famiglie delle donne PCOS. Alcune alterazioni genetiche possono colpire gli enzimi che facilitano la produzione degli ormoni maschili, altri nel metabolismo generale degli ormoni ma soprattuto quelli che controllano l’azione dell’insulina.

La genetica però non è una condanna: lo stile di vita (dieta ed attività fisica) e la qualità di vita posso limitare o evitare l’insorgenza dei sintomi della PCOS anche nelle donne predisposte.

Se sai cos’è la PCOS, puoi gestirla.

Come fanno i medici a diagnosticare la PCOS?

Innanzitutto a chi dovete rivolgervi per sapere se i vostri dubbi sulla PCOS sono fondati?

Medico di base, ginecologo, endocrinologo, dermatologo sono le figure professionali a cui potere chiedere consiglio e aiuto.

Come si arriva a diagnosticare la PCOS? Non basta un solo test.

Non sempre è facile per lo specialista fare una diagnosi, quindi vengono usati dei criteri, che indirizzano il medico a capire se sia presente la PCOS o meno.

Gli elementi sono:

  • Esami del sangue o segni fisici di un eccesso di ormoni maschili (elevato testosterone, acne, caduta dei capelli, peli in eccesso).
  • Ciclo irregolare o completa assenza di ciclo (meno di 8 cicli in un anno)
  • Presenza di cisti nelle ovaie (viste attraverso l’ecografia).

Se nel vostro caso, escluse altre patologie, sono presenti almeno 2 (su 3) di questi elementi, la diagnosi è fatta: Sindrome dell’ovaio policistico.

Anche se appare semplice, la diagnosi in alcuni è più complicata di quanto appaia: non sempre le ovaie sono ricche di cisti e non sempre le donne hanno significative alterazioni del ciclo mestruale. I sintomi possono essere differenti fra le diverse fasce di età e possono cambiare nel tempo.

Quindi fatevi trovare preparate: segnalate al medico questi elementi:

  • Se state assumendo la pillola anticoncezionale o altri preparati ormonali o naturali (erboristici o omeopatici), siate sicure di averlo detto al medico, perché questo potrà rendere la diagnosi poi difficile
  • Quando è comparso il primo ciclo (menarca), regolarità del ciclo nel periodo antecedente la visita (segnatevelo!), segnalate periodi in cui il ciclo non è stato regolare
  • Fate presente se avete l’acne in alcune parti del corpo, peli in eccesso o caduta dei capelli più abbondante del solito
  • I cambiamenti del peso corporeo sono importantissimi: parlate al medico delle vostre abitudini alimentari e del vostro esercizio fisico. Non dimenticatevi di dire se bevete bevande alcoliche e se fumate o avete fumato
  • Fate vedere il collo: può essere presente un imbrunimento della pelle che può essere di aiuto al medico (è un segno di insulino-resistenza…ne parleremo più avanti)
  • Per il medico è determinate la storia familiare: chiedete ai vostri genitori se in famiglia sono stati presenti casi di PCOS, diabete, obesità, eccesso di peli o calvizie precoce.

Ricordatevi di segnalare al medico ogni particolare che vi sembra strano: questo lo aiuterà nella diagnosi.

A spasso nella storia della PCOS

Dovete sapere che la PCOS ha origini molto lontane nella storia. Stein e Leventhal furono i primi scienziati a descriverla nel 1935, come una condizione in cui le ovaie apparivano più grandi del normale, traslucide, di aspetto marmoreggiante, e che colpiva donne con peli in eccesso (irsutismo), assenza di ciclo (amenorrea), e obesità.

Inizialmente, insomma, si riteneva che la PCOS fosse solo un disturbo della sfera riproduttiva.

Nel corso della storia, è apparso evidente che le donne mostrassero anche altri sintomi, tanto da rendere sempre più confusa al mondo medico, la diagnosi di questa sindrome. Molte società scientifiche hanno approfondito e cercato di fare chiarezza.
Nel 2003 a Rotterdam, fu raggiunto un comune consenso circa i criteri diagnostici che ancora oggi i medici utilizzano per fare la diagnosi di PCOS:

  • Alterazione del ciclo mestruale
  • Segni di eccesso di ormoni maschili (attraverso lo studio degli esami del sangue o dei segni fisici dell’accesso di androgeni)
  • Cisti presenti nelle ovaie

Negli anni successivi, le numerosissime ricerche hanno aggiunto altri tasselli che hanno fatto entrare la PCOS fra le condizioni endocrine più complesse da capire e da gestire. Molti ormoni sono coinvolti, tutti a creare un circolo vizioso che deve essere spezzato.

Ormoni maschili, alterazioni di altri ormoni secreti dall’ipofisi, eccesso di insulina, e molto altro hanno messo i medici in grande difficoltà nel fare chiarezza in questa complessa condizione femminile.

Ma perché tanto interesse?

Perché le donne affette da PCOS, oltre a vivere in modo non sereno la propria femminilità, ad avere problemi di fertilità e a complicanze durante la gestazione, mostrano un rischio superiore alle altre, di sviluppare in età adulta malattie cardiovascolari, diabete, cancro dell’endometrio.

La PCOS, non è solo un disordine legato all’iperandrogenismo (eccesso di ormoni maschili) ma è un disordine del metabolismo e degli ormoni insieme, che è strettamente collegato ad importanti implicazioni per la salute a lungo termine.

Cos’è la sindrome dell’ovaio politeistico?pcos

Vi siete rivolte ginecologo per qualche disturbo circa il ciclo mestruale, oppure vi siete rivolte al dermatologo per curare l’acne o l’eccesso di peli, o ancora siete andate dal medico perché il peso sta aumentando e vi state chiedendo se non ci siano di mezzo gli ormoni… il medico vi avrà proposto una serie di esami ormonali (il famoso dosaggio ormonale) e un’ecografia, poi vi avrà chiamate in studio e vi avrà detto: “Signorina: il quadro fa pensare alla sindrome dell’ovaio policistico”.

Cosa avrà inteso il medico con queste parole?

Sindrome ovaio policistico (noi la chiameremo PCOS): analizziamo il senso di ognuna di queste parole.
Innanzitutto Sindrome: È una malattia? No, con questa parola si intende una serie di segni e dei sintomi che fanno capo ad una particolare condizione clinica dell’individuo. Poi, Ovaio: questa condizione riguarda e colpisce le ovaie che appaiono, all’ecografia, piene di piccole vescicole.
Quindi ci si deve sentire “malate”? No, questa è una condizione medica seria che si può trattare e con la quale si può convivere.
Anche se vi sentirete sole di fronte a questa definizione, sappiate che la sindrome dell’ovaio policistico è una delle condizioni ormonali più comune nelle donne in età fertile (fra i 15 ed i 50 anni). Mediamente nel mondo, 1 donna su 10 (in alcune parti del mondo l’incidenza é anche più alta) é affetta dalla PCOS e più del 70% delle donne con PCOS, non sa di esserne affetta.
Non abbiate timore: chiedete, confrontatevi, parlatene. Conoscerla vi darà gli strumenti per gestirla.
Saperne di più vi aiuterà a capire cosa sta succedendo al vostro corpo e perché è importante sapere come affrontare la PCOS, sotto ogni aspetto: fisico, emotivo e di relazione con il vostro partner.