Pelle acneica? Parliamone insieme

Entriamo ora nello specifico di quello che è la pelle acneica o tendenzialmente grassa.

Spesso quando ci troviamo di fronte ad un problema di pelle acneica si pensa che sia anche grassa e che le due cose viaggino di pari passo, non è così.

Talvolta la pelle acneica può essere secca e disidratata; per cui è fondamentale fare un’approfondita e accurata diagnosi per essere certi di avere un risultato ottimale con l’ utilizzo dell’ auto cura e del trattamento specifico.

Andare a lavorare sul livello di idratazione ci consente di abbassare lo stato infiammatorio, diminuire la naturale produzione di sebo, rendere la pelle più elastica e luminosa; il che significa anche diminuire l’insorgere di segni post acne ed il temutissimo invecchiamento precoce.Ogni minimo dettaglio è di rilevante importanza in particolare la detersione e un’ottima esfoliazione.

È un passaggio di fondamentale importanza per una ottima ossigenazione del tessuto e una perfetta penetrazione dei principi attivi; immaginate di preparare il terreno su cui andare a seminare affinché i vostri semi possano germogliare e dare ottimi frutti è fondamentale arare il terreno.

I prodotti per la detersione quotidiana sono vari, da latte e tonico alle mousse detergenti o i gel dermopulenti ognuno di essi ha un azione ben precisa, vanno scelti con cura e talvolta è utile differenziare la detersione del mattino da quella della sera.

Gli scrub, invece, vanno effettuati una volta a settimana non di più e ne esistono di origine enzimatica o meccanica e anche in questo caso va accuratamente scelto in  base alle esigenze personali.

Acne e dintorni

Non c’è nulla di divertente quando si convive con acne brufoli. Si cercano soluzioni, si trovano rimedi (efficaci o meno), si consultano specialisti, ma non sempre questo corrisponde alla risoluzione del problema.

La dermatologia è, a mio personale parere, una delle branche della medicina più complesse. Riconoscere e saper fare una diagnosi, su una manifestazione cutanea che è stata sottoposta a molti trattamenti, rende il quadro sempre più complesso e di più difficile interpretazione da parte dello specialista o del tecnico estetico, che cercano di capire come affrontare il problema.

Perché prima di trovare una soluzione, occorre capire bene cosa si ha davanti.

Nella trattazione di seguito, cercheremo di dare qualche iniziale spunto di riflessione. È una classificazione scolastica, ma che in modo sicuramente superficiale semplicistico, consente di dare un’idea di che tipi di acne possano esistere. Lasceremo al medico ogni tipo di trattamento farmacologico, noi ci occuperemo di dare delle informazioni sulla gestione e sulla trattamento estetico di queste condizioni.

Partiamo dal responsabile: dall’unità pilo-sebacea. Sicuramente questa coppia di parole vi è già nota, ma ora la conosceremo meglio. Questa struttura è caratterizzata da una ghiandola, composta a sua volta da piccole cellule specializzate nella produzione di sebo, e dal follicolo pilifero, da cui ha origine un pelo terminale. Queste ghiandole sono anche dotate di una struttura specializzata, il muscolo pilo-erettore, che induce la contrazione e determina lo svuotamento della ghiandola.

Le piccole cellule specializzate ‘in produzione di sebo’, sono sempre attive: si riempiono di sebo a tal punto da scoppiare. Il sebo viene riversato nel dotto escretore della ghiandola e viene spinto fino a raggiungere l’epidermide e i peli sulla superficie della pelle.

Quando una cellula ha svolto il suo lavoro, ne è presente sempre un’altra alle sue spalle pronta a fare lo stesso. Questo ciclo si ripete continuamente, e non esiste altro controllo che la supervisione degli ormoni, in particolare di quelli maschili.

È proprio il testosterone a stimolare la ghiandola a produrre sebo, non ne possono nulla invece gli estrogeni che, anzi, hanno un’azione di inibizione della produzione di sebo.

Quando sono presenti quantità eccessive di ormoni maschili, anche la cheratina viene prodotte in eccesso. Sebo e cheratina sono un terreno ideale per la proliferazione batterica, da cui scaturiscono infezioni sia del follicolo che della ghiandola sebacea in toto.

Da cosa si parte? Dal comedone: la sua definizione è quella di una piccola cisti di sebo e cheratina non infiammata (quindi non rossa né dolente) a livello del canale del follicolo.

Li abbiamo già visti molte volte: sono i punti bianchi (comedoni chiusi) ed i punti neri (comedoni aperti, che sono neri perché il materiale diventa scuro a contatto con l’aria).

Da questa condizione, la situazione può evolvere e prende il nome di acne secondo varie caratteristiche:

    • Acne del mento: iniziamo da lei che è la tipica acne da ciclo mestruale, che ogni donna ben conosce. È presente non solo nelle pazienti con la sindrome dell’ovaio policistico, ma in tutte le donne che hanno lievi disfunzioni ormonali, dismenorrea ed endometriosi.
    • Acne comedonica: è la forma più comune nell’età giovanile ed è accompagnata a lucidità del volto. I comedoni sono sulla zona T del volto, e non sempre sono infiammati, e spesso tendono a scomparire naturalmente (a meno che non li si infiammi con torture speciali!!).
    • Acne Papulo-pustolosa: È l’evoluzione dell’acne comedonica, che tende a migliorare nel periodo estivo dopo la classica vacanza al mare (ecco perché in vacanza ci si sente e ci si vede bellissime). In questo caso i follicoli sono infiammati e rossi e si formano delle pustole in cima al follicolo.
    • Acne nodulare: in questo caso si osservano dei noduli grandi e dolorosi di colore rosso fino al viola. Quando non si riassorbono, l’esito è quello di grosse pustole che possono confluire in una più grossa. Le zone più colpite sono la regione del collo e sotto la mandibola. Non è bene toccare o schiacciare queste lesioni perché possono lasciare delle brutte e profonde cicatrici.
    • Acne nodulo cistica: qui le lesioni possono coinvolgere oltre al volto anche il dorso che, evolvendo, possono dare luogo a delle cisti profonde e a cicatrici con l’aspetto di un cratere.
    • Acne polimorfa: la situazione più seria, in cui sono presenti sia comedoni, che pustole e papule. In questo caso la terapia può essere anche farmacologica ed è richiesta sempre la diagnosi di un dermatologo esperto.

In qualsiasi condizione tu ti stia trovando, consulta un esperto, e non dimenticare di farti consigliare!

Al bando la pelle lucida!

Ti stai preparando da giorni ad un evento importante, vuoi essere perfetta, vuoi essere bellissima, ed il fatidico giorno… compare un orribile brufolo sul tuo volto. Il terrore assale, insieme a sconforto rassegnazione… ma poi arriva la reazione, e le trovi tutte. Internet è una inesauribile fonte di torture: una volta ci provavi con il dentifricio e qualche altro rimedio della nonna, ma ora tutto è possibile…

Ma la domanda a cui non trovi mai risposta, e per la quale non riesci a darti pace è: “ma perché proprio a me?” e poi…: “perché proprio a me, ORA?”.

Chi ha la sindrome dell’ovaio policistico, sa che cosa vuol dire… ha smesso di farsi delle domande, perché la convivenza con i brufoli e con l’acne, ad un certo punto diventa quotidiana. Tutto diventa difficile e trovare soluzioni per gestire il problema, e soprattutto per coprirlo, diventano esigenze fondamentali.

Ci sarà tempo per dare tutte queste risposte, ma iniziamo a capire perché la pelle ha questo comportamento.

Innanzitutto associamo i brufoli, all’eccesso di produzione di sebo, una disfunzione di cui sono responsabili le ghiandole sebacee. Siamo abituati a pensare che questo sia un problema solo e sempre legato al troppo sebo, ma volte non è così.

Cominciamo dalla pelle grassa. Quando notiamo che la nostra pelle ha un aspetto lucido, unto e grasso soprattutto sulla zona centrale del viso, abbiamo a che fare con una produzione di sebo e di lipidi cutanei oltre il normale.

Che cosa scatena tutto questo? In primo luogo gli ormoni, gli androgeni con cui le pazienti PCOS combattono quotidianamente (non vi preoccupate, avremo modo di parlare diffusamente di questo aspetto); poi fattori esterni come la temperatura e umidità ambientale ed ultimo, ma non meno importante, lo stress (ecco trovata la risposta all’odioso ‘brufolo del sabato sera’!).

I dermatologi parlano di due tipi di seborrea (o eccesso di sebo): quella secca e quella oleosa.

La prima, la seborrea secca, è caratterizzata da una secrezione densa tale da creare un film asciutto e squamoso che impedisce alla pelle di svolgere le sue normali funzioni (è come se le impedisse di respirare).

La seborrea oleosa è quella responsabile del viso lucente: i pori appaiono dilatati e da questi spesso fuoriescono delle goccioline di grasso.

Insomma, indipendentemente dalla definizione, la nostra pelle appare impura, grigia ed asfittica, in una parola: brutta.

Che cosa avete provato a fare, quindi? Avrete comprato il detergente più sgrassante presente in commercio! Sappiate che l’uso di prodotti troppo aggressivi ed il numero eccessivo di lavaggi, spesso peggiora la seborrea. Quando il problema si presenta, la pelle ha bisogno di detergenti delicati specifici, prodotti che regolino la produzione di sebo ed eventualmente dei prodotti astringenti per i pori dilatati.

Abbiate cura della tua pelle attraverso una pulizia delicata, che vada a liberarla dall’eccesso di impurità e secrezioni che si accumulano sulla sua superficie. Affidatevi sempre a personale esperto, In modo che possa fare una diagnosi della vostra pelle e che possa consigliarvi uno o più trattamenti specifici.

Non siate aggressive, e la vostra pelle vi ringrazierà!

Il nostro vestito più bello: la pelle

È ciò che vestiamo ogni giorno, è la nostra separazione fra interno ed esterno, è la barriera fra noi e altre persone ed il mondo…è la nostra pelle.

La pelle è un vero e proprio organo, uno dei più importanti, e non è solo un semplice involucro.

La diamo per scontata ma non immaginiamo quante funzioni importanti abbia.

Ci difende da urti e colpi più o meno forti, permette di mantenere il nostro corpo alla giusta temperatura, ci difende dagli agenti patogeni potenziali portatori di malattie, ci protegge dall’effetto negativo di sostanze nocive, ma è anche capace di assorbire e di eliminare sostanze di scarto.

Chi produce l’importantissima vitamina D, fondamentale per il metabolismo e la buona salute delle nostre ossa? La pelle che si espone al sole!

La pelle è anche uno dei più importanti organi di senso. Non le vediamo, ma la nostra pelle contiene numerosissime terminazioni nervose, che inviano segnali al nostro cervello e che ci consentono di percepire gli stimoli esterni. Attraverso questo meccanismo riconosciamo oggetti, sentiamo dolore, o piacere, percepiamo le temperature, e ci mettiamo a ridere con il solletico o ci infastidiamo ed innervosiamo per il prurito.

Attraverso la pelle, esprimiamo le nostre innumerevoli sensazioni. Pelle e muscoli facciali ci permettono di esprimere i nostri stati d’animo; grazie alla mimica facciale possiamo ridere o piangere, ma possiamo anche sbiancare o diventare rosse, emozionandoci per qualcosa. Attraverso la nostra pelle comunichiamo, in quello che viene definito linguaggio non verbale.

Se aprissimo un libro di biologia, troveremo la pelle collocata nel capitolo dell’apparato tegumentario, insieme agli annessi cutanei (ghiandole, capelli, unghie) che ne completano le funzioni.

La pelle ha i pori, da cui sboccano i follicoli pilo-sebacei e le ghiandole sudoripare, ha solchi più o meno profondi, ha delle pieghe, quelle che consentono alla pelle di seguire il movimento delle ossa, ma ha anche delle rughe, correlate all’invecchiamento, che provocano una progressiva diminuzione dell’elasticità della pelle.

La pelle è deformabile: è elastica, grazie alle fibre elastiche, ma è anche molto resistente, per via del collagene in grado di evitare strappi e cedimenti.

Insomma, la laviamo, la profumiamo, la riempiamo di crema, ne strappiamo i peli, la trucchiamo, la imbruniamo quando ci esponiamo al sole… ma quante gliene facciamo! Ma per farcela amica, dobbiamo saperla trattare bene. Questa sezione sarà ricca di contenuti e di consigli per non sbagliare sulla scelta dei prodotti, sulla cura quotidiana, soprattutto delle pelli grasse, che spesso si rivelano disidratate, ed acneiche.

Scoprirai molto di più su questo organo… non ci resta che iniziare il viaggio!

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Perché i peli?

Ti sarà capitato almeno una volta di farti questa domanda: “ma perché ho i peli?”, soprattutto quando stiamo componendo il numero dell’estetista, o quando ci stiamo preparando la ceretta, o il rasoio, o prendiamo in mano la pinzetta per rimuovere qualche pelo dal mento. Li odiamo, facciamo tanta fatica per liberarcene, e dopo pochi giorni, inesorabilmente, ricompaiono.

Ebbene, cerchiamo di fare chiarezza.

Iniziamo da qualche semplice informazione, per iniziare a familiarizzare con il problema.

Il pelo è una struttura cornea che emerge dalla cute. Il pelo viene prodotto dal follicolo che è un piccolo sacchettino microscopico presente all’interno della pelle. I peli sono distribuiti su quasi tutta la superficie del nostro corpo, ad eccezione di alcune zone glabre come il palmo delle mani dei piedi, ad esempio.

Nonostante siano in cima alla lista delle cose di cui vorremmo sbarazzati per sempre, dovremmo sapere che i peli non sono tutti uguali: abbiamo peli terminali, e peli definiti del vello. I primi sono quelli che fastidiosamente vediamo perché sono pigmentati e quindi sono visibili. Possono avere spessore e dimensioni variabili ed in questa definizione rientrano i capelli (anche loro sono definiti peli terminali), i peli delle ascellare, ciglia e sopracciglia, quelli del naso, delle braccia e delle gambe ma anche baffetti e barba. I peli del vello invece non si vedono, Non hanno colore, sono sottili corti soffici. Dove sono collocati? Nell’orecchio, sul tronco e sulle nostre guance.

Ma veniamo al perché… perché dovremmo avere dei peli? A differenza degli animali, in cui funzionano principalmente da isolante termico, per noi i peli hanno funzione di protezione, di controllo della temperatura corporea e infine una funzione sensoriale ovvero una estensione dei nostri sensi riferiti al dolore ed al tatto.

Forse non ci abbiamo mai pensato, ma i nostri capelli proteggono il capo dal sole e dalle rigide temperature invernali, le nostre ciglia proteggono gli occhi dal sudore e dalla luce diretta dei raggi luminosi, i peli nasali proteggono le nostre vie respiratorie trattenendo polveri e piccole particelle.

Parleremo molto di peli e capelli, perché la diversa distribuzione e l’eccessiva quantità, sono caratteristiche con quelle donne affette da PCOS combattono quotidianamente: peli sul mento, baffi e peli presenti in zone che in una donna non dovrebbero esserci (ad esempio su petto, fondoschiena, zona ombelicale). È un argomento molto delicato, doloroso da affrontare, perché riguarda la nostra femminilità.

È uno dei primi segnali che spinge una donna a rivolgersi al medico, primo sintomo di qualcosa che non è più normale, che sta sfuggendo al nostro controllo.

Non allarmiamoci, ma cerchiamo di capire da che cosa dipenda questo disturbo e troviamo il modo di affrontarlo.